Come si presenta la nostra nazionale a questo Sei Nazioni? Difficile dare una risposta. All’eccitazione e all’attesa per un torneo così importante fa da contraltare la consapevolezza che, probabilmente, sarà anche quest’anno un piccolo calvario. Durante anni di gestione O’Shea, il tecnico irlandese aveva provato a ridare fiducia ad un ambiente un po’ depresso ma ai buoni risultati iniziali, vedi Firenze, è seguita una striscia di sconfitte, anche pesanti, che hanno minato il morale di tifosi e forse anche dei giocatori. Il gap rispetto alle nazionali storiche di questo sport è ancora tutto da colmare mentre squadre come il Giappone probabilmente hanno effettuato il sorpasso definitivo.

Ancora una volta, come all’inizio di ogni quadriennio, sulla panchina italiana siede un nuovo allenatore, quel Franco Smith che tanto bene ha fatto negli anni a Treviso. Per ora incaricato come coach ad interim, ma chissà che la sua posizione non possa diventare definitiva. L’allenatore sudafricano porta con sé una profonda conoscenza del rugby italiano, dei suoi meccanismi e dei giocatori, oltre ad un approccio di gioco pragmatico ed efficace che lo ha portato negli ultimi anni a vincere 2 Currie Cup con i Cheetas.

Benchè negli ultimi anni si sia parlato di un aumento della profondità nelle scelte dei giocatori per la nazionale, questo non è del tutto vero, se non per alcuni reparti, e risulta evidente dalle prime convocazioni diramate da Smith.

La prima linea, falcidiata dagli infortuni, è un reparto in emergenza. A pilone sinistro sono selezionati solo due giocatori, entrambi delle Zebre, Andrea Lovotti e Danilo Fischietti. Come tallonatore il neo Capitano Luca Bigi sarà il titolare, a giocarsi un posto in panchina Oliviero Fabiani e Federico Zani, nato pilone sinistro ma adattato da qualche tempo a tallonatore. Qualche scelta in più a destra con Marco Riccioni, Giosuè Zilocchi e Pietro Ceccarelli che ritrova la nazionale dopo l’emigrazione in Scozia 2 anni fa.

In seconda linea reparto marcato interamente Benetton con l’esperienza di Alessandro Zanni e Dean Budd combinata con la freschezza di Niccolò Cannone e Federico Ruzza. Quest’ultimo chiamato al definitivo salto di qualità, soprattutto per continuità, a livello internazionale in quanto al momento uno dei pochi giocatori italiani che possono tenere il passo con i rivali. Interessante anche il giovane Cannone, giocatore fisico e gran lavoratore, che con Ruzza forma una coppia ben assortita. Da menzionare l’iniziale convocazione dello zebrato David Sisi, poi ritirata a causa di problemi fisici.

La terza linea invece è il reparto dove le cose vanno meglio per quantità e qualità. Le certezze si chiamano Jake Polledri e Abraham Steyn, con il primo sempre più devastante anche con la maglia di Gloucester e il secondo dalle sempre prestazioni importanti in tutte le fasi di gioco. In grande forma è anche Giovanni Licata, utilizzato ormai stabilmente come numero 8 nella franchigia di Parma con ottimi risultati. Chi invece sta faticando a tornare al massimo rendimento è Seb Negri, dopo 2 anni passati a “tirare la carretta” un momento di stanca ci può stare. Ma il nativo dello Zimbabwe resta comunque un giocatore molto importante per questa nazionale. A completare il reparto tre giocatori dal grande impatto fisico e dall’alto work-rate: Johan Meyer, Marco Lazzaroni, gran lavoratore e possibile opzione in seconda, e Giovanni Pettinelli, ruvida terza linea del Benetton, anche lui sfodera sempre prestazioni di ottimo livello. Da menzionare la presenza di Sergio Parisse, per ora non aggregato al gruppo, per la sua gara di addio contro Scozia o Inghilterra.

Per la mediana si confermano i problemi atavici del rugby italiano riguardo la produzione di giocatori per questi spot. A numero nove rimane a casa Tito Tebaldi, vengono invece selezionati gli zebrati Marcello Violi e Guglielmo Palazzani, con il primo favorito per la maglia da titolare anche se in un periodo di forma non ottimale. Chiamato anche l’equiparato Braley che a Gloucester battaglia per trovare minuti di qualità.

Scelte obbligate anche all’apertura dove la lotta è sostanzialmente a due tra Tommaso Allan, più continuo, e Carlo Canna, reduce da un periodo difficile ma che nell’ultimo mese e mezzo ha espresso un ottimo rugby. Chiamato anche ad assaporare l’aria del ritiro azzurro anche il giovane Antonio Rizzi sul quale, a Treviso e non solo, sono riposte molte speranze.

Tra i centri Franco Smith deve fronteggiare le assenze di due giocatori importanti come Tommaso Castello e Michele Campagnaro. Viene quindi richiamato in nazionale Alberto Sgarbi, pretoriano di Smith, e sempre solido in difesa e in attacco. Convocato anche il suo compagno di squadra Luca Morisi, uno dei migliori talenti del rugby nostrano. Completa il reparto la coppia delle zebre composta da Tommaso Boni e Giulio Bisegni, duo affiatato con il primo più pericoloso in attacco e il secondo molto attivo in difesa.

Un po’ di profondità c’è invece nel triangolo allargato dove ci sono diverse buone notizie. La prima è il ritorno in nazionale di Leonardo Sarto, una delle ali più dotate, che ha attraversato quasi tre anni molto complicati. L’altra è il ritorno a buoni livelli, dopo il terribile infortunio, di Matteo Minozzi che sta trovando spazio anche con la maglia di Wasps. Confermati anche Mattia Bellini, forse l’italiano più in forma al momento, Edoardo Padovani, costante nel rendimento ma che deve ancora tornare al suo picco di forma, e Jayden Hayward, giocatore attento dalle poche sbavature. Chiamato anche Tommaso Benvenuti, giocatore jolly in quanto può coprire anche il ruolo di centro. Completa il quadro Michelangelo Biondelli, giovane in forza alle Zebre che ha fatto vedere buone cose nei minuti avuti a disposizione.

Tirando le somme la nazionale italiana ha come sempre di fronte a sé un’impresa difficile dovendo affrontare squadre più attrezzate. Il gruppo è relativamente giovane e forse manca di una leadership chiara, ma ha anche la possibilità di giocare senza troppe pressioni addosso, e questo può essere un discreto vantaggio in certe situazioni.

XV d’esordio: Andra Lovotti, Luca Bigi, Giosuè Zilocchi, Alessandro Zanni, Niccolò Cannone, Jake Polledri, Seb Negri, Braham Steyn, Callum Braley, Tommaso Allan, Mattia Bellini, Carlo Canna, Luca Morisi, Leonardo Sarto, Matteo Minozzi.
A disposizione: Federico Zani, Danilo Fischetti, Marco Riccioni, Marco Lazzaroni, Dean Budd, Giovanni Licata, Guglielmo Palazzani, Jayden Hayward 

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