L’Irlanda arriva a questo 6 Nazioni dopo un anno decisamente deludente rispetto agli standard a cui si era abituata la nazionale dell’Isola smeraldo. Le brutte prestazioni al 6 Nazioni 2019, la sconfitta col Giappone e la disfatta ai quarti di finale hanno gettato un’ombra sull’ultimo anno di gestione di Joe Schmidt e hanno lasciato indubbiamente delle scorie nel gruppo di giocatori. Il timone del comando è passato all’ex allenatore della difesa Andy Farrell che verrà coadiuvato tra gli altri da Mike Catt, ex allenatore dell’attacco italiano.

Dal nuovo capo allenatore ci si aspettano novità soprattutto sul piano di gioco; la strategia di Schmidt basata su un estremo uso del piede da parte del 9 per risalire il campo e di grande possesso nella metà campo offensiva ha pagato dividendi per lungo tempo portando l’Irlanda al primo posto nel ranking mondiale, ma poi forse è risultata prevedibile ed ha permesso alle avversarie di adottare le opportune contromisure. Sarà interessante capire le novità introdotte da Farrell, coach dalla spiccata attenzione alla fase difensiva.

Passiamo alle convocazioni partendo dalla prima linea dove emergono alcune novità. A pilone sinistro Farrell si affida a un terzetto di giocatori di assoluto valore e abituati al rugby internazionale di alto livello: Cian Healy, che sta vivendo una seconda giovinezza, il potente e dinamico pilone di Munster Dave Kilcoyne e l’esperto Jack McGrath che ha ritrovato un’ottima forma in maglia Ulster. Una novità nella scelta dei piloni destri dove accanto potenti piloni di Leinster Furlong e Porter trova spazio il giovane Tom O’Toole di Ulster autore di una buona stagione finora; lasciato a casa invece John Ryan di Munster che paga una stagione un po’ sotto tono di tutto il pack in maglia rossa. Grandi novità nello spot di tallonatore la corsa alla successione a Rory Best sembravano giocarsela in due: Sean Cronin e Niall Scannell, invece nessuno dei due è stato selezionato lasciando gli addetti ai lavori molto sorpresi. Trovano invece spazio Rob Herring di Ulster, da diversi anni nel giro della nazionale, l’esordiente Dave Heffernan di Connacht e Ronan Kelleher di Leinster autore di un inizio di stagione a dir poco strabiliante.

Qualche novità anche nelle scelte relative alla seconda linea dove ritrovano la nazionale Devin Toner, grande escluso del mondiale, e Ultan Dillane che si era un po’ perso negli ultimi anni dopo un inizio di carriera molto promettente. Conclude il reparto la coppia probabilmente titolare composta da James Ryan e Iain Henderson, fresco nuovo capitano di Ulster.

Novità anche nelle selezioni per la terza linea, divise tra Munster e Leinster. Per Munster sono presenti l’indispensabile Peter O’Mahony, il ball carrier CJ Stander, chiamato a ritornare sui suoi abituali standard, mentre ritrova la nazionale Jack O’Donoghue. La squadra della capitale invece è rappresentata dall’ormai rodato open-side van der Flier e da due giovani esordienti Max Deegan e Caelan Doris, ormai stabili nelle gerarchie di Leinster e pronti per l’esperienza internazionale.

Passiamo al ruolo in cui il dibattito in Irlanda è stato molto acceso, il mediano di mischia. Infatti Conor Murray arriva da un periodo di forma non eccezionale e molti vorrebbero vedere titolare John Cooney, lasciato ai margini del progetto di Schmidt, ma che è riuscito a conquistare uno spazio importante ad Ulster inanellando una serie impressionante di ottime prestazioni. Aspetta a Farrell il compito di sciogliere questo nodo. In corsa anche il mediano Luke McGrath di Leinster, sempre solido nelle sue apparizioni in maglia verde.

All’apertura la maglia da titolare sembra essere appannaggio di Jonny Sexton, nominato nuovo capitano. Dietro di lui, vista la lunga degenza di Carbery, si giocano un posto Ross Byrne, che in assenza di Sexton sta facendo molto bene a Leinster, e Billy Burns, equiparato che si è conquistato la convocazione a suon di ottime prestazioni con la maglia bianca di Ulster.

Da Ulster proviene anche la novità nel ruolo di centro. Infatti Stuart McCloskey, che ha raggiunto il gruppo in un secondo momento, ritrova la nazionale. Giocatore potente e molto abile negli offload ha trovato poco spazio nella gestione Schmidt a causa di una non ottimale efficienza difensiva e una tendenza a forzare il riciclo dell’ovale, caratteristica che all’allenatore neozelandese non è mai piaciuta. Insieme a lui completano un reparto estremamente equilibrato e di altissimo livello Bundee Aki, Garry Ringrose, Robbie Henshaw e Chris Farrell. Tutti e quattro utilizzati nella gestione Schmidt e se Ringrose sembra essere il proprietario della maglia 13, nello spot di primo centro la competizione è molto aperta.

Arrivando al triangolo allargato Farrell punta su giocatori in un ottimo stato di forma. Alle ali accanto alle certezze di Earls e Stockdale, ritrova la nazionale Dave Kearney, ritornato a buoni livelli, e Andrew Conway, sempre autore di ottime prestazioni soprattutto nel gioco aereo. A estremo l’imprevedibile Jordan Larmour e il jolly Will Addison, in grande forma, completano la rosa.

Irlanda che inizia il torneo con qualche incognita relativa alla nuova struttura di gioco impostata da Farrell, inoltre accanto alla necessità di sviluppare il piano di gioco un po’ alla volta c’è il desiderio di essere subito vincenti e convincenti per riscattare un 2019 deludente. Ci si aspetta alcune scelte di formazione  estremamente interessanti.

XV d’esordio: Cian Healy, Rob Herring, Tadhg Furlong, Iain Henderson, James Ryan, CJ Stander, Josh van der Flier, Caelan Doris, Conor Murray, Jonny Sexton, Jacob Stockdale, Bundee Aki, Garry Ringrose, Andrew Conway, Jordan Larmour.
A disposizione: Rónan Kelleher, David Kilcoyne, Andrew Porter, Devin Toner, Peter O’Mahony, John Cooney, Ross Byrne, Robbie Henshaw.

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