Probabilmente la squadra più interessante di questo torneo è la nazionale francese. Reduce da un mondiale discreto, che l’ha vista uscire ai quarti solo per una follia di Vahaamahina, ma ormai alla cronica ricerca della propria identità smarrita. Diversi sono i problemi che attanagliano la nazionale transalpina negli ultimi ormai 10 anni. Una moria di risultati importanti, la perdita della propria identità di gioco alla ricerca di un rugby sempre più fisico, la difficoltà di rapporti tra la nazionale e le squadre di club riguardo la gestione dei giocatori internazionali, e non per ultimo uno spogliatoio sempre molto bollente e bizzoso, spesso in rotta con l’allenatore.

Per cercare di sistemare questa situazione estremamente difficile la federazione francese si è affidata a Fabien Galthiè, prima come allenatore in seconda di Brunel e adesso come capo allenatore. Galthiè è circondato da uno staff ampio e di primo livello tra cui spicca la figura di Shaun Edwards come allenatore della difesa, quasi una dichiarazione di intenti del nuovo corso francese. Infatti proprio una ottima organizzazione difensiva e una attenta disciplina, spesso deficitaria in passato, possono essere le basi su cui costruire un gioco che permetta di esprimere al meglio il talento dei giocatori francesi.

Le convocazioni diramate da Galthiè mettono in mostra la volontà di ragionare a lungo termine, verso il mondiale francese del 2023, selezionando una squadra molto giovane, 24 anni di età media, con molto talento e tutta da plasmare, lasciando a casa nomi importanti del recente passato francese.

Il gruppo inizialmente selezionato è di 42 giocatori, ridotto poi a 28 per la preparazione del primo incontro, in casa contro L’Inghilterra.

Vedendo la prima linea si nota la selezione di giocatori che abbinano una discreta abilità in mischia chiusa alla capacità di essere molto attivi in giro per il campo. Per la maglia numero uno il favorito sembra essere Jefferson Poirot, uno dei giocatori più esperti del gruppo. Dietro di lui nelle gerarchie Cyril Baille. Fuori dal gruppo dei 28 ma giocatore molto interessante è Jean Baptiste Gros, benché giovane ha già impressionato col suo Tolone. Al centro della prima linea troviamo Camille Chat del Racing, che dopo aver passato diverso tempo come sostituto di Guirado adesso ha la possibilità di guadagnare spazio dall’inizio. Insieme a lui completano il reparto Marchand e Etrillard, per ora fuori dalla rosa dei 28. A pilone destro Galthiè seleziona un trio tutto potenza con l’impressionante forza di Demba Bamba, 21 anni e forse acerbo in mischia chiusa ma devastante ball carrier. Giocatore simile anche l’esordiente Mohamed Haouas di Montpellier. Nel gruppo allargato completa il quadro Dorian Aldegheri, reduce da una buona stagione finora con Tolosa.

Tre esordienti in seconda linea accanto a giocatori più esperti. Il tecnico transalpino si affida alla forza fisica di Willemse e Taofifenua, insieme alla abilità in rimessa laterale di Bernard Le Roux. Nel gruppo ristretto presente anche Boris Palu, compagno di Le Roux al Racing, reduce da un inizio di stagione mostruoso dal punto di vista delle performance prodotte. Selezionati nel gruppo dei 42 l’esordiente ventenne Geraci di Lione e Cazeaux, anch’esso alla prima chiamata in nazionale.

Tanta gioventù anche in terza linea dove Charles Ollivon, forse uno dei migliori al mondiale nipponico, ottiene la fascia di capitano. Altri giocatori in ottima forma sono Gregory Alldritt, probabilmente titolare come numero 8, e Francois Cros, molto attivo con la maglia di Tolosa. Uno dei giocatori più attesi è sicuramente Sekou Macalou, giocatore completo dotato di doti fisiche e tecniche fuori dal comune. Completa il reparto l’esordiente Alexandre Fischer, dura terza linea di Clermont. Convocati nel gruppo allargato anche i giovani Tolofua di Tolosa e Woki di Bordeaux.

Passando al reparto dei trequarti si nota subito l’immensa quantità di talento a disposizione del tecnico francese. La lotta per la maglia numero 9 è una corsa a due tra Dupont e Serin con il primo più rapido e abile ad attaccare la linea mentre il secondo più estroso e preciso nel distribuire i palloni. Chiamato anche l’esordiente Maxime Lucu, messosi in mostra con la maglia di Bordeux.

Come numero dieci la scelta dovrebbe ricadere su Romain Ntamack, giocatore dal talento cristallino che benchè abbia solo vent’anni ha già raccolto diverse buone prestazioni a livello internazionale. Un anno in più ha invece Matthieu Jalibert di Bordeaux, chiamato a cercare di rubare il posto al suo compagno. Nel gruppo allargato chiamato anche Carbonel di Tolone, anche lui ventenne.

Tra i centri le scelte di Galthiè sono ricadute su Gael Fickou, estroso ma efficace ed uno dei giocatori con maggior esperienza internazionale, e Virimi Wakatawa che con il Racing va in giro a fare a pezzi le difese di mezza Europa. Completa la rosa Arthur Vincent di Montpellier, giocatore completo in ogni aspetto del gioco. Fuori dal gruppo dei 28, ma pronto ad avere la propria chance, c’è Julien Heriteau di Tolone.

Allo stato attuale i due posti disponibili come ali dovrebbero essere di Teddy Thomas, ad oggi la migliore ala d’Europa, numeri alla mano, e Damian Penaud, quint’essenza del rugby francese. Potrebbe non essere dello stesso avviso Vincent Rattez, ottimo attaccante ma forse meno solido in fase difensiva. Nel gruppo ristretto anche l’esordiente Ngandebe di Montpellier. Chiamati nel gruppo allargato anche altri due esordienti giovani ovvero Gervais Cordin e Lester Etien.

Concludendo con gli estremi l’unico giocatore rimasto nel gruppo dei 28 è l’esordiente Anthony Bouthier, estremo potente di Montpellier. Chiamati invece nel gruppo più ampio due giocatori molto interessanti: l’elusivo Kylan Hamdaoui dello Stade Francais, e Thomas Ramos giocatore completo che può giocare anche da primo ricevitore in piedi.

La prima Francia di Galthiè è una squadra molto giovane e ovviamente proiettata al mondiale 2023. Tuttavia è chiamata ad ottenere dei buoni risultati subito per guadagnare confidenza ed evitare il fuoco incrociato della stampa transalpina. Sfida difficile poiché il 6 Nazione è un torneo duro, ostico che non fa sconti e una squadra così giovane potrebbe rischiare di andare in difficoltà sotto la grande pressione che si troverà ad affrontare.

XV d’esordio: Cyril Baille, Julien Marchand, Mohamed Haouas, Bernard le Roux, Paul Willemse, Francois Cros, Charles Ollivon, Gregory Alldrit, Antoine Dupont, Romain Ntamack, Damian Penaud, Gael Fickou, Virimi Vakatawa, Teddy Thomas, Anthony Bouthier.
A disposizione: Peato Mauvaka, Jefferson Poirot, Demba Bamba, Boris Palu, Cameron Woki, Baptiste Serin, Matthieu Jalibert, Vincent Rattez.

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