La prima uscita del tour 2021 dei British & Irish Lions contro il Giappone ha mostrato alcune idee interessanti su quale sia il piano di gioco, difensivo e offensivo, della selezione guidata da Warren Gatland. 

Prima di passare all’analisi di alcune situazioni interessanti bisogna tener presente che quanto visto in campo da parte dei Lions è un mix composto dalla volontà di provare i meccanismi e le combinazioni in vista dei tre Test decisivi e dalla necessità di non scoprire in anticipo le proprie carte, per non dare allo staff Springboks materiale per organizzare le proprie contromosse. 

Un filo su cui non è per niente facile stare in equilibrio, ma non sarebbe il Tour più prestigioso al mondo altrimenti.

La Difesa

Il sistema difensivo messo in piedi da Steve Tandy nella prima uscita ha mostrato subito alcune caratteristiche peculiari. La distribuzione dei giocatori è un 13+2, ovvero 13 giocatori in linea e 2 a coprire lo spazio in profondità. Quello che è emerso è la volontà di creare densità nella fascia centrale del campo, all’interno delle linee dei 15 metri, per riuscire presumibilmente a contenere la fisicità del pack sudafricano. Questa soluzione lascia inevitabilmente scoperti i canali dei 15 metri e richiede grande capacità di lettura delle situazioni da parte dei giocatori all’estremità della linea per evitare situazioni pericolose. 

Un primo esempio si vede nella prima azione della partita. Il Giappone porta due cariche in mezzo al campo, trovando la difesa dei Lions molto densa e compatta con Adams sulla linea dei 15 metri. Sullo spostamento al largo l’ala gallese è brava a restare in linea e a guadagnare tempo, restando connessa con i compagni all’interno in attesa della salita di Biggar per chiudere lo spazio verso la linea di touche. Nella clip si vede il lavoro dei giocatori all’interno, in questo caso Conan e Sutherland, che vanno a lavorare per chiudere l’interno e spingere gli avversari verso la rimessa laterale.

Pochi minuti dopo lo stesso set-up difensivo è esplorato dal Giappone dall’altro lato del campo, dove i Brave Blossoms riescono a creare un mismatch tra Van Der Merwe e Matsushima, quest’ultimo nettamente più rapido della controparte in maglia rossa. L’ala sudafricana in questo caso è brava a chiudere e recuperare in extremis, ma questa situazione evidenzia uno dei rischi di questo sistema difensivo.

Questa difesa, benché rischiosa, ha lo scopo ben preciso di creare densità in mezzo al campo per costringere gli avversari a giocare nei canali esterni dove è possibile sfruttare la linea laterale come difensore aggiunto.

Un esempio è visibile al 29esimo minuto dove, dopo una buona carica centrale, il Giappone muove rapidamente l’ovale al largo. Henshaw e Adams riescono a restare connessi tra di loro e con l’aiuto dei difensori all’interno chiudono Yamanaka verso la rimessa laterale. Per fare ciò è stato perso del terreno che però viene immediatamente recuperato dalla veloce salita difensiva guidata da Henderson e dal placcaggio di Lawes.Inoltre, il punto di incontro nei canali laterali permette alla linea difensiva di essere schierata su un lato solo, a favore di maggiori velocità e aggressività nella salita. 

Nel secondo tempo si sono registrati due fattori interessanti. Il primo è l’ingresso di Owen Farrell a primo centro che ha portato una maggiore velocità di salita della linea difensiva, guidata appunto dal capitano inglese. Il secondo è il peso giocato dalla fatica e dalla stanchezza che può giocare un ruolo importante nell’efficacia della difesa. Tutto ciò si può vedere al 57esimo, quando la difesa dei Lions inizia a essere un po’ stanca e fatica ad essere rapida nel folding verso il senso del gioco, lasciando 4 difensori a difendere quasi metà campo. La penetrazione giapponese è profonda, ma sul ritorno verso sinistra Farrell guida la linea in una salita molto aggressiva che, causa stanchezza di alcuni giocatori e le belle qualità dei giapponesi, non riesce a evitare la frattura nella difesa Lions.

Per concludere questa prima analisi della difesa bisogna segnalare come in diverse occasioni i Lions abbiano optato per il choke tackle. Questa tecnica di placcaggio, tanto in voga nell’Irlanda di Schimdt, è stata accantonata nell’ultimo periodo a causa delle nuove più stringenti  interpretazioni sui placcaggi alti, ma è stata protagonista costante della partita, specialmente nel primo tempo, con ottimi risultati. Sarà interessante vedere se continuerà ad essere impiegata nel corso del Tour.

L’Attacco

Anche per la fase offensiva la necessità di provare i meccanismi si bilancia con quella di non scoprire le carte. Sarà interessante capire come due stili di gioco apparentemente differenti come quelli di Gatland e Townsend andranno ad amalgamarsi nel corso del Tour. Dalla prima partita è emersa una struttura abbastanza semplice, in quanto il focus era probabilmente puntato verso il mantenere un ritmo alto e il prendere confidenza tra i giocatori. Però alcuni spunti interessanti di esempio sono emersi nel corso della partita.

La prima situazione è un power play, ovvero una giocata pre organizzata da fase statica, in questo caso una touche. La rimessa laterale è giocata completa, ma il ricevitore è Tipuric che attacca la linea con Murray all’interno e serve Aki. Il centro irlandese corre un’ottima linea incidente e mira ad attaccare la frattura difensiva tra la rimessa laterale e il primo difensore in piedi. Gli avanti dalla rimessa laterale si portano in massa nel senso del gioco isolando il lato chiuso che viene occupato rapidamente dai trequarti. In particolare si vede come Adams, dopo essere stato impegnato nella ruck, corra per occupare la sua posizione, per poi concludere in meta con un ottimo gioco di gambe.

Anche la seconda situazione si sviluppa da una rimessa laterale. La touche è giocata a 4 con tre possibili saltatori, scelta che può rivelarsi un’opzione interessante contro il Sud Africa. L’ovale viene spostato 9-10 verso il pod di tre avanti in mezzo al campo. Sugli sviluppi della ruck 2 avanti girano l’angolo mentre un pod di tre, servito da Murray, rimane sul lato chiuso per impegnare la difesa. La fase successiva viene giocata verso destra, ancora per un pod di 3 off 9, per poi aprire verso Biggar che ha 3 possibili opzioni di passaggio, scegliendo Beirne per andare a contatto. Nelle sequenze successive si può vedere un accenno di struttura degli avanti 1-3-3-1 e la decisione di Biggar, non avendo un grande avanzamento, di usare il piede per un calcio alto che porta Tipuric a contendere contro Matsushima, molto più basso ma che si difende bene.

Dalla prossima sequenza invece si può capire meglio il tipo di giocatore che Gatland e il suo staff hanno deciso di selezionare per questo tour, in particolare per quanto riguarda le terze linee. Piuttosto che verso giocatori fisici e potenti come Vunipola e Stander la selezione è andata a premiare giocatori dinamici e con buone skills con le mani, giocatori definiti ball player. I due esempi qui mostrati sono Jack Conan, autore di una grande partita, impegnato molto spesso nei corridoi esterni viste le sue qualità di fisicità, velocità e tecnica (nella clip una delle numerose situazioni in cui è stato coinvolto) e Tadhg Beirne, che in questo caso non esegue al meglio il tip pass verso Biggar ma ha le qualità per poterlo fare con continuità. Justin Tipuric che purtroppo ha dovuto abbandonare il tour per infortunio è l’esempio principe di questo tipo di giocatore, ma anche Faletau e Simmonds rientrano nella categoria.

Nel corso delle prossime partite il piano di gioco offensivo e la struttura difensiva continueranno a svilupparsi, sarà interessante vedere verso quale meta si evolveranno le prime nozioni emerse da questa partita.